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martedì 30 maggio 2017

No all'impianto di rifiuti in distretto agroalimentare, le perplessità di Tamburi


Il consigliere provinciale Vincenzo Tamburi interviene nel merito del progetto di realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti nell’area di Cammarata. Chiesto un tavolo interistituzionale per costruire con il territorio la scelta di un sito utile ad ospitare l’impianto

«Allocare un impianto per il trattamento dei rifiuti nel cuore del Distretto Agroalimentare di Qualità significa offendere la vocazione agricola che il territorio della piana di Cammarata e la Sibaritide in generale hanno avuto storicamente. Senza contare il danno che si arreca alle imprese che da anni, con non pochi sacrifici, provano a scrivere una pagina di sviluppo ecosostenibile attraverso la coltivazione e la commercializzazione delle nostre identità alimentari, con le quali raccontiamo all’Italia e al mondo la bellezza e la salubrità dei nostri territori. Attorno a questa esperienza agricola consolidata negli anni, si sono avvicinati nel recente passato, tanti giovani che sono ritornati alla terra scegliendo la storia dei loro padri e nonni come base per costruire il loro futuro. E’ a loro – innanzitutto – che dobbiamo la salvaguardia di un contesto produttivo che ci rende orgogliosi di appartenere a questa porzione di Calabria che ci rappresenta con la forza delle produzioni nel mondo intero. Si convochi, invece, al più presto un tavolo interistituzionale con i Sindaci del territorio per capire quali siti, diverso da quello scelto oggi, possano essere in grado di ospitare un impianto di selezione rifiuti di cui il territorio ha bisogno per migliorare la qualità della raccolta differenziata, unica strada compatibile con la realtà territoriale». 

Vincenzo Tamburi, consigliere provinciale, interviene nel dibattito politico che in questi giorni sta interessando la provincia di Cosenza sulla tematica dei rifiuti. 

«Non possiamo più considerare l’Asi – dichiara Tamburi – come uno spazio in cui allocare insediamenti industriali che cozzano con la palese vocazione agroalimentare e turistica del territorio circostante, incastonato tra le ricchezze culturali dell’antica Sibari e le meraviglie naturalistiche del Parco Nazionale del Pollino. L’area che un tempo si voleva far crescere con insediamenti produttivi in grande scala ha fallito da tempo il suo appuntamento con la storia. Ed il fatto che oggi si ritrovi immersa nel DAQ deve far ragionare i sindaci e gli amministratori del territorio sulla tensione produttiva che può riscoprire a supporto dei settori agricolo e turistico». 

«Tante sono le produzioni agroalimentari tutelate – aggiunge Tamburi – che rendono questo territorio riconosciuto e riconoscibile e che rappresentano oggi quei marcatori identitari che non ci possiamo permettere di affossare con la presenza dei rifiuti. Il comparto agricolo e la filiera dell’accoglienza turistica registrano da tempo una crescita positiva che dobbiamo tutelare, sostenere con politiche che incentivino le esportazioni, richiamino il valore del lavoro e della occupabilità di nuova manodopera qualificata, di valorizzazione del contesto naturalistico e paesaggistico entro il quale si muovono ed insistono. E’ questa la Calabria che ci piace e della quale parla anche la stampa straniera – non da ultima il New York Times che ci ha scelti tra le mete da non perdere in questo anno – e che abbiamo il dovere di mettere a sistema e di far crescere senza pensare a fasi produttive che non ci appartengono e non collimano con la natura dei nostri territori».

«Già i primo giorni di maggio come consigliere provinciale scrissi alla Regione Calabria ponendo qualche perplessità nel merito della vicenda. Al territorio serve un impianto di trattamento rifiuti – è vero – ma non serve ubicarlo nell’area a più alta vocazione agricola che – tra l’altro – offre centinaia di posti di lavoro linfa vitale per l’economia e lo sviluppo del comprensorio. Serve ragionare insieme ai territori in maniera chiara, e senza schemi pregiudiziali, su come e dove poter allocare un impianto per i rifiuti, riconvertendo siti già esistenti o realizzando nuove ipotesi per il trattamento degli stessi, ma in contesti totalmente diversi da quello di oggi. Comuni e privati insieme, sotto un’unica cabina di regia, devono ragionare insieme di questo segmento di interesse collettivo e progettare la possibile soluzione al problema, offrendo ai cittadini l’idea di come il governo dei territori sia attento alle vocazioni delle aree interne ma allo stesso tempo sia in grado di governarne i processi di sviluppo e le problematiche». 

Vincenzo Alvaro

Successo per Dolce Chef e per il convegno Tipicità territoriale e turismo alimentare

L’agroalimentare Castrovillarese valorizzato con successo
Quando si parla della propria città è facile evidenziare le cose che non vanno, discutere per ore ed ore sulle
criticità del territorio, spesso senza arrivare ad un qualcosa di concreto che riunisca le forze e risollevi la
situazione locale. L’associazione cittadina “Solidarietà e Partecipazione”, però, sabato 27 maggio ha deciso
di percorrere la strada opposta, quella più difficile. Ben al corrente degli attacchi che la filiera
agroalimentare quasi giornalmente subisce, ma consci della sua importanza e potenzialità, ha provveduto
ad organizzare il convegno “Tipicità territoriale e turismo alimentare” nel quale importanti esponenti, sia
del mondo politico che dell’agroalimentare, si sono avvicendati in un proficuo discorso sull’importanza
della protezione del territorio, per un corretto sviluppo del settore. Di forte impatto comunicativo sono
stati gli interventi di Rosita Mastrota, giovane imprenditrice di Cerchiara di Calabria (CIA Calabria Nord),
Fulvia Caligiuri (Presidente Confagricoltura Cosenza), Leonardo De Marco (Feder. Agri – MCL), Giuseppe
Gigliotti (Coldiretti Pollino) e Silvano Lanciano (Flai – Cgil Castrovillari) che, senza mezzi termini, hanno
posto l’accento sull’assurdità del considerare il Distretto Agroalimentare di Qualità di Cammarata come un
luogo in cui possano pacificamente convivere i prodotti che ogni giorno finiscono sulle nostre tavole e i
rifiuti del comprensorio. È chiaro il riferimento alla discarica di Campolescio che, dopo anni, ancora attende
di essere bonificata e tombata per sempre, nonché al nuovo progetto del Mega impianto di rifiuti che si
vorrebbe realizzare proprio a Cammarata, argomento di cui sarà oggetto il Consiglio Comunale del 30
Maggio. Il convegno si è concluso con l’auspicio e la volontà dei partecipanti di valorizzare, sinergicamente,
il settore agroalimentare che, come da concreta dimostrazione degli stand delle aziende locali allestiti
nell’atrio di Palazzo di Città e dalla prova magistrale di cucina dello chef Ammirati avutasi nel corso
dell’incontro, è capace di realizzare un notevole indotto turistico ed economico, se ben saputo valorizzare.
La giornata è proseguita con il successo dell’abbinato concorso “Dolce Chef” nel quale ben 29 partecipanti
hanno deliziato il pubblico con altrettante creazioni dolciarie artigianali. Un bellissimo evento presentato da
un’instancabile Serenella Chiodi che, dopo aver moderato il convegno della mattina, ha coordinato gli
assaggi dei giurati “buongustai”: Carlo Lo Polito, Vincenzo Todaro, Giulia Zagarese, Filomena Palmieri e la
sig.ra Teresa Di Dieco, le ultime due delle autentiche eccellenze locali in materia alimentare, a cui va un
sentito ringraziamento per aver prestato il loro autorevole giudizio. Alla fine a trionfare sono stati i
“Bocconotti di nonna Annina” creati dalla sig.ra Perrone Maria Teresa che si è aggiudicata il soggiorno per
due notti presso “Masseria Marianna” a Specchia (LE), località riconosciuta “Borgo più bello d’Italia” e
“Gioiello d’Italia”. Ecco la classifica dei finalisti:
1. “Bocconotti di nonna Annina” di Perrone Maria Teresa;
2. “Fiori e sapori di primavera” di Zuccarelli Valeria;
3. “Mostaccioli” di Zaccaria Loredana;
4. “Fantasia di Rose” di Grazioli Debora;
5. “Mustacciolo” di Virardi Carmela;
6. “Sinfonia floreale” di Semeraro Maria Rosaria.
È stato possibile realizzare gli eventi grazie, soprattutto, allo straordinario impegno di Maria Antonietta
Guaragna e Giuseppe Santagada (Consiglieri delle Liste Civiche di Solidarietà e Partecipazione) che hanno
lanciato un forte segnale alla città, ricordando che può essere utile criticare solo quando poi si è capaci di
“costruire” e proprio il settore agroalimentare castrovillarese rappresenta un punto importante da cui può
iniziare il rilancio della città del Pollino.

La riapertura del Teatro Vittoria alla prima di primavera dei teatri


“La 18^ edizione di Primavera dei Teatri vede la riapertura, dopo
ben 31 anni, del cine teatro Vittoria , che ritorna , sulla storica
e centralissima via Roma, opportunità forte per offrire ed
intercettare momenti di socializzazione , arricchendo il Cuore
urbano di Castrovillari e rendendolo ancora più appetibile ed
interattivo con l’esistente.”
Lo ha affermato il Sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, a
poche ore dall’avvio dell’evento nazionale che, con il Cine Teatro,
dal 30 maggio al 4 giugno, è al centro del programma dei nuovi
linguaggi teatrali  “per approfondire la realtà con approcci
contemporanei ed efficaci nel rappresentare personaggi, situazioni
ed espressioni nonché trasmettere messaggi.”
“L’edizione, che si avvale della direzione artistica di Saverio La
Ruina e Dario De Luca di “Scena Verticale” , si svilupperà in più
locations,  a partire proprio dal Cine Teatro Vittoria, per creare
momenti di spettacolo suggestivi  che desiderano  esprimere al
meglio il Teatro.”
“L’edizione – precisa il primo cittadino - è una scommessa che
cresce di anno in anno e che oggi viene moltiplicata proprio
dall’apertura al pubblico del Cine Teatro  su cui questa
Amministrazione ha profuso tanto grazie all’impegno degli Uffici
Municipali e di operai che hanno contribuito a rendere possibile
l’apertura ed il godimento di tali locali per una manifestazione  che
è ormai un unicum nel Paese. 
Ciò renderà poi ancora più interessante la 18^ edizione che
susciterà - secondo noi - più curiosità grazie alla inaspettata
apertura ed al pubblico della struttura che, arricchita dalle
capacità e contenuti espressivi di uomini e donne, creerà quel mix
d’interesse che ambienti come questi, dedicati al teatro, hanno
sempre manifestato come la storia c’insegna e ci racconta.”

L’ufficio Stampa del Comune di Castrovillari